News sui Funghi in Valle Brembana.. eccoli!!!

Discussione e informazione su funghi e micologia - Tutto su funghi e tartufi in Valle Brembana.

Moderatori: elio.biava, moxer

Qual'è il fungo migliore? Un voto per il fungo che preferite trovare, uno per il più buono!

Amanita Caesarea - Coc Ròs
4
6%
Armillaria mellea - Chiodino
5
7%
Boletus Aestivalis
17
25%
Boletus Edulis
23
33%
Cantharellus Cibarius - Gallinaccio
7
10%
Leccinum Aurantiacum - Gambarél Ròs
7
10%
Leccinum Carpini - Gambarél
2
3%
Macrolepiota - Mazza di tamburo
1
1%
Morchelle - Spugnole
2
3%
Tricholoma Georgii, F. di S. Giorgio, Prugnolo, Fòns de Arc
1
1%
 
Voti totali : 69

News sui Funghi in Valle Brembana.. eccoli!!!

Messaggiodi caciana » venerdì 10 aprile 2009, 22:20

Funghi, ticket anche a Valnegra
Dal 1° giugno il regolamento per la raccolta in vigore in tutta l'alta valle

E con Valnegra sono venti: dal 1° giugno, il regolamento per la raccolta funghi, varrà in tutta l'alta Valle Brembana. Sarà obbligatorio il possesso di un apposito tesserino, distinto per raccoglitori residenti, villeggianti, proprietari forestali ed escursionisti occasionali. All'appello mancava solo Valnegra, che si è aggiunto recentemente. I Comuni sono stati suddivisi in due parti: la Valle dell'Olmo, compresi i paesi di Piazza Brembana e Lenna, sono convenzionati con il Consorzio forestale dell'alta Valle Brembana che ha sede a Piazzatorre, mentre gli otto paesi della Val Fondra sono coordinati dal Comune di Carona. Le tariffe e la tipologia di tesserini del 2009 per entrambe le zone sono uguali a quelle previste gli scorsi anni. «Il tesserino giornaliero costerà otto euro, quello stagionale per i residenti dieci, per i villeggianti trenta e per i visitatori occasionali 90 euro - spiega Stefano Enfissi, direttore tecnico del Consorzio con sede a Piazzatorre -. Ci sarà l'esenzione per i ragazzi minori di dieci anni accompagnati da un adulto regolarmente tesserato, ai disabili, alle persone che hanno superato i 75 anni e ai proprietari di terreni che esercitano la raccolta dei funghi sulla loro proprietà». L'unica novità di quest'anno è che nel consorzio della Val Fondra è entrato anche il Comune di Valnegra. «In queste settimane i Consigli comunali stanno approvando il regolamento - spiega Tarcisio Migliorini, sindaco di Carona, il Comune capofila per la gestione della raccolta in Val Fondra -. Esso stabilisce, tra l'altro, il limite massimo di raccolta giornaliera per persona che non deve superare i tre chili». I funghi possono essere raccolti dall'alba al tramonto e solo manualmente. È poi obbligatorio l'uso di contenitori rigidi e aerati per depositare i funghi ed è necessaria la pulitura sommaria sul luogo di raccolta e l'utilizzo di calzature antiscivolo.

Gli introiti ricavati dai tesserini venduti lo scorso anno ammontano a 70 mila euro per la valle di Olmo al Brembo e a circa 20 mila euro per quella verso Foppolo. I fondi raccolti serviranno per interventi di miglioramento ambientale e sono suddivisi tra Comuni dove si svolge la raccolta e distribuiti secondo due criteri: la vastità del territorio e la vocazionalità alla crescita dei funghi. «La raccolta sarà consentita solo se l'escursionista sarà in possesso del tesserino o della ricevuta del versamento postale datata il giorno precedente - precisa Enfissi -. Con quelli emessi dal consorzio non si può accedere alla raccolta nei Comuni della Val Fondra e viceversa».

I tesserini saranno disponibili negli uffici comunali, nelle Pro loco e in alcuni negozi.

Eleonora Arizzi
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Per i più la crescita dei funghi rimane un mistero

Messaggiodi caciana » giovedì 18 giugno 2009, 13:38

Riporto un articolo tratto da l'Eco di Bergamo alcuni giorni fa.

Per i più la crescita dei funghi rimane un mistero

Per i più la crescita dei funghi rimane un mistero. Non per chi si occupa della produzione degli champignons (altro nome dei prataioli) e delle altre varietà coltivabili che, a differenza dei porcini e degli altri funghi spontanei, appartengono alla famiglia dei saprofiti, di quei funghi cioè che si nutrono di un substrato riproducibile diciamo così artificialmente. Pochissimi sanno pure che la Bergamasca detiene un record a livello nazionale: è sorto infatti a Casazza, su iniziativa di una famiglia di emigranti del posto rientrata nei primi Anni Sessanta dagli Stati Uniti, il primo esempio italiano di coltivazione di funghi in ambienti non naturali, su scaffali di legno posti in capannoni termocondizionati.

Sulla spinta dell'Italian American Mushrooms, seguita a ruota dalla Fungorobica di Cenate Sotto della famiglia Amaglio che ha iniziato l'attività 1967, nacque per così dire un piccolo polo della coltivazione di funghi che, negli anni tra i Settanta e gli Ottanta, fece diventare la nostra provincia la prima in Italia per la produzione di champignons. Non industrie, ma sempre aziende agricole, seppure ad altissima specializzazione ed a ciclo completo. Che significa partire dalla creazione di quel substrato che, opportunamente trattato ed arricchito con sostanze azotate, fornisce l'humus necessario per seminare le spore e per lo sviluppo del micelio (che alla fine di questa prima fase si presenta come una sorta di ragnatela che invade tutto il substrato: è questo il periodo detto di incubazione). Solo in quel momento il substrato può essere trasportato nelle stanze di coltura vere e proprie, attrezzate con scaffalature in legno o metallo simili nella struttura a letti a castello, e quindi venire coperto con uno strato di terriccio molto ricco di torba. Nelle stanze buie, tutte opportunamente condizionate di temperatura ed umidità, le ife iniziano il loro percorso e vanno ad occupare lo strato di terriccio fino a far capolino sulla superficie e a sviluppare il carpoforo (cioè il corpo del fungo, quello che siamo abituati a considerare tale).
In circa dieci giorni dalla sua comparsa il fungo raggiungerà la completa maturazione. La raccolta avviene tutti i giorni e da ogni stanza vengono colti solo i funghi prossimi alla maturazione, per garantire la freschezza al consumatore finale. La fase di raccolta si protrae normalmente per 2-3 settimane e quando la stanza non è più in grado di garantire un'adeguata produzione viene sterilizzata, scaricata, lavata, disinfettata e preparata per il successivo riempimento che avviene di norma un paio di giorni dopo lo svuotamento.

Se tutte le fasi della catena produttiva saranno state svolte senza intoppi, la produzione in peso di funghi sarà pari ad un quarto di quello del materiale di partenza (da un quintale di stallatico all'incirca 25 kg di funghi). Questo vale naturalmente per gli champignons, sia nella versione bianca che color crema, l'unica varietà coltivata dalle aziende sopracitate, le uniche sopravvissute al declino che questo tipo di attività ha conosciuto a partire dalla metà degli Anni Ottanta.

Negli anni d'oro della fungicoltura orobica le aziende di una certa dimensione erano una mezza dozzina per un totale di dipendenti stimati in più di 300 unità che facevano di quest'attività agricola una delle più floride dal punto di vista dell'occupazione. Attualmente le due aziende citate, le uniche rimaste operative, impiegano un centinaio di dipendenti e la produzione globale si attesta poco sopra i 20 mila quintali l'anno (qualcosa più della metà appannaggio della Fungorobica che è stata anche la prima in Italia a produrre gli champignons biologici; il resto all'Italian American Mushrooms). Motivo del ridimensionamento? Innanzitutto il progresso della tecnica di coltivazione, che ha consentito di aumentare la produzione unitaria e per addetto e per unità di superficie (con circa la metà della superficie coltivata si ottengono oggi i medesimi quantitativi di funghi, che per l'azienda di cui stiamo parlando ammontano tra i 6 mila e gli 8 mila quintali l'anno). Poi la concorrenza interna e forestiera, appannaggio per il mercato nazionale da regioni come il Veneto ed il Lazio dove sono stati messi a punto sistemi di produzione a ciclo aperto che consentono un notevole contenimento dei costi. Significa che, a differenza dei nostri fungicoltori, si occupano solo dell'innesto e/o dello sviluppo del micelio, acquistando il prodotto da aziende che invece si occupano della preparazione del substrato.
C'è poi la concorrenza estera, sia delle nazioni tradizionalmente produttrici, la Francia e l'Olanda in particolare, sia dei più recenti arrivi dall'Est. Infine, fatto di non poco conto, il consumo degli champignons in Italia è fermo da anni sui medesimi quantitativi che si attestato sui due chili pro capite l'anno, la metà dei tedeschi e dei francesi tanto per esempio. Ma è sulla qualità - notevolmente migliore per il prodotto nostrano - che i nostri coltivatori continuano a puntare. In effetti basta scorrere i menu dei ristoranti italiani per rendersi conto che, pizzerie a parte, gli champignons entrano solo sporadicamente nell'offerta gastronomica, ancora più raramente dei cugini nobili che vivono stagioni più brevi ed hanno costi ben più elevati. E pensare che invece con 3 o 4 euro al chilo (prezzo al consumatore finale) si possono reperire champignons tutto l'anno; che sono sicuri dal punto di vista alimentare; che avendo un basso apporto calorico sono perfetti per le diete; che si prestano alle più svariate preparazioni, a crudo nei carpacci o in insalata, o cotti per sé soli o in mille combinazioni. Importante che al momento dell'acquisto si presentino turgidi, di una colorazione brillante (sia bianchi che crema), privi di tumefazioni o parti annerite e molli. Un semplice risciacquo basta per prepararli al consumo; non vanno assolutamente sbucciati ma va eliminata la parte del gambo che scende al di sotto della curvatura del cappello. In cucina l'errore più frequente è l'eccessiva cottura. Bastano invece pochissimi minuti (a seconda naturalmente di quanto spessi li si taglia) per cogliere il potenziale organolettico che si esprime al meglio se mantengono una certa croccantezza.

L'ultimo consiglio è di comprare champignons bergamaschi: la qualità della produzione delle due aziende nostrane è riconosciuta a livello europeo. I loro funghi si trovano nei punti vendita anche delle catene di supermercati più diffusi, sia a livello locale che nazionale.

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Arrivano i nostri

Messaggiodi caciana » martedì 30 giugno 2009, 19:44

Ecco i primi porcini della stagione...sono arrivati!!!


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Arrivano i nostri!!!!!!!!!!!!!!!

Messaggiodi caciana » martedì 30 giugno 2009, 19:46

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Freschi di oggi, sono già finiti nel risotto mndd
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Re: Arrivano i nostri!!!!!!!!!!!!!!!

Messaggiodi IW2LBR » martedì 30 giugno 2009, 19:54

caciana ha scritto:Freschi di oggi, sono già finiti nel risotto

mndd mndd ... mmmm non te la cavi cosi' pero'..... 3 domandine:

- quota ?
- versanti solivi o ombrosi?
- vegetazione ??

a_39
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Re: NEWS SUI FUNGHI

Messaggiodi moxer » martedì 30 giugno 2009, 21:06

Grande Caciana a_2 belli esemplari di boletus aestivalis o reticulatus . presumo che li hai trovati fuori casa tua a_35 troppo facile cosi a_6
Ultima modifica di moxer il martedì 30 giugno 2009, 21:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: NEWS SUI FUNGHI

Messaggiodi moxer » martedì 30 giugno 2009, 21:10

@ iw2lbr vediamo se indovino
quota : tra i 300 e 700 mt

versante: solivo vista la tanta acqua degli ultimi giorni

vegetazione : bosco misto di latifoglie

a_39 a_39 a_45
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Re: Arrivano i nostri!!!!!!!!!!!!!!!

Messaggiodi MTBiker » mercoledì 1 luglio 2009, 8:25

caciana ha scritto: Freschi di oggi, sono già finiti nel risotto mndd

ecco, la prossima volta avvisa che mi unisco al GST! a_39 a_39 a_39 a_39 a_111 a_45 a_45
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Re: NEWS SUI FUNGHI

Messaggiodi caciana » mercoledì 1 luglio 2009, 8:28

IW2LBR ha scritto:
caciana ha scritto:Freschi di oggi, sono già finiti nel risotto

mndd mndd ... mmmm non te la cavi cosi' pero'..... 3 domandine:

- quota ?
- versanti solivi o ombrosi?
- vegetazione ??

a_39


Quanti particolari che volete...allora:

Quota: tra i 100 e i 2914 metri di quota
Versante: moderatamente soleggiato
Vegetazione: pluviale con chiazze di macchia mediterranea

a_6 a_6 a_39
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