Miniere di uranio

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Moderatore: IW2LBR

Messaggiodi luvaltol » mercoledì 18 ottobre 2006, 17:01

Franco2 ha scritto:...


a_45
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Re: Un po' in ritardo...

Messaggiodi luvaltol » mercoledì 18 ottobre 2006, 17:03

brembansherpa73 ha scritto:... Sì!! Illudiamoci di riporre nell'uranio la risposta alla carenza di fonti energetiche pulite..e poi ...


Forse i moderatori oggi sono in ferie a_15

ci penso io a nome di chi non ti conosce... Benvenuto sul forum Valle Brembana
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Re: Un po' in ritardo...

Messaggiodi cllocate » mercoledì 18 ottobre 2006, 18:44

luvaltol ha scritto:Forse i moderatori oggi sono in ferie... ci penso io a nome di chi non ti conosce... Benvenuto sul forum Valle Brembana

Effettivamente stavo a pedalare a_18
In effetti mi era sfuggita la presentazione eheheheeh comunque un benvenuto a nome di tutto lo staff di valbrembanaweb a brembansherpa73
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Messaggiodi cllocate » venerdì 20 ottobre 2006, 17:22

Da L'Eco di Bergamo di oggi:

Uranio: secondo round tra Ministero e Pirellone

Botta e risposta sul ruolo dell'Apat. Oggi la tavola rotonda Il tecnico: difficile il via libera contro il parere degli enti locali

VALGOGLIO - Tiene banco, a Novazza e non solo, in Valseriana e non solo, la «questione uranio». Tiene banco anche tra Milano e Roma dove prosegue la querelle tra il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Anche ieri c'è stato un botta e risposta tra i due, non tanto nel merito della questione quanto nel metodo.

Da una parte il ministero che evidenzia le competenze dell'Apat, l'Agenzia per la protezione ambientale, ribadendo, attraverso il capo ufficio stampa Giovanni Nani: «L'articolo 11 del decreto legislativo 230 del 1995 stabilisce che il decreto di concessione mineraria è emanato sentita l'Anpa (ora Apat) per gli aspetti di protezione dei lavoratori e della popolazione dal rischio di radiazioni ionizzanti. Non solo, ma l'Apat ha compiti di vigilanza stabiliti dal comma 2 dello stesso articolo». Tali norme «si applicano quando nel minerale vi sia un tasso di uranio o torio maggiore o uguale all'1% in peso. Se questa condizione non si verifica, comunque l'Apat deve vigilare su tutte le attività a rischio radiologico». L'Apat, è quindi chiamata a esprimersi o vigilare «su una questione tanto delicata. Appare perciò evidente l'infondatezza delle accuse del presidente Formigoni al ministro Pecoraro Scanio».

Ma il leader del Pirellone conferma in toto quanto già dichiarato e conferma anche «che il ministro Pecoraro Scanio cita leggi senza conoscerle», come spiega una nota diramata dal portavoce del presidente Formigoni, Lorenzo Colombo. «In particolare - prosegue - segnaliamo che la materia è stata integralmente trasferita alle Regioni dalla legge Bassanini e la legge 30 del 1995, prevede che il parere Apat sia richiesto solo in caso di alto tenore di uranio, cosa che non è applicabile alla miniera in questione». Conclude il messaggio della presidenza: «Le competenze Apat scatterebbero solo in caso di attività estrattiva. Pensa forse il ministro che si debba andare verso la concessione di questa possibilità? In questo caso la nostra posizione è ben lontana dalla sua, a tutela delle popolazioni locali».

La diatriba Roma-Milano finirà qua? Non è certo. Intanto il «caso Novazza» stasera sarà affrontato localmente nel corso di una tavola rotonda organizzata da Forza Italia e che si terrà dalle 20,30 alla pal estra di Valgoglio. Interverranno, coordinati dal consigliere provinciale Giuseppe Pirovano: l'assessore regionale all'Ambiente Marco Pagnoncelli, il presidente della Provincia Valerio Bettoni con l'assessore Alessandra Salvi, il sindaco di Valgoglio Augusto Bonardo, il direttore dell'Asl Silvio Rocchi, il presidente dell'Arpa Lombardia Franco Maria Marino e il direttore del settore Ambiente al Pirellone Franco Picco. L'incontro vuole affrontare a 360 gradi il «caso uranio», scatenato un mese fa dalla richiesta della società australiana Metex che ha inviato alla Regione la domanda per avviare una ricerca sul sito di Novazza. Da allora enti locali, ambientalisti, cittadini hanno lanciato grida d'allarme nel timore di rivivere le tensioni di una trentina d'anni fa quando l'Agip mise in piedi la miniera che è ancora lì, a Novazza.

Ecco, stasera si cercherà di fare il punto, anche perché il Pirellone sta cercando di capire cosa rispondere. «Stiamo valutando - spiega Domenico Savoca, che in Regione dirige la struttura Sviluppo e attività estrattive - qual è la risposta migliore da dare, dal momento che per ora la domanda Metex non riguarda l'estrazione, ma soltanto una ricerca». In sostanza la società australiana vuole capire «l'economicità della attività in Valseriana, cioè se le convenga. Per quanto mi risulta non credo che la quantità di uranio presente a Novazza sia utile a una società come questa. Ricordo che nella roccia il contenuto di uranio è bassissimo: lo 0,1 per cento e quello buono, utile è lo 0,7 per cento dello 0,1». Insomma, Novazza non è un giacimento ricchissimo d'uranio, anzi, e va anche tenuto in conto che la lavorazione di questo minerale è davvero complicata: «La fase finale - prosegue il dirigente regionale -, quella che porta all'elemento utile per le centrali nucleari in Italia non si fa. Mi sembra che venga effettuata solo in Canada e in pochi altri Paesi al mondo». «So che Metex - aggiunge Savoca - ha fatto altre richieste di ricerca in Italia, non dell'uranio ma di altri minerali. Inoltre, succede un po' dappertutto, anche in Italia che lo Stato finanzi ricerche centrate su materiali strategici, l'energia per esempio».

A parere dell'ingegner Savoca, se anche la richiesta avanzasse, scarse sono le possibilità che la miniera di Valgoglio si metta a funzionare: «Se le amministrazioni locali si oppongono è difficilissimo che poi qualcuno si metta di buzzo buono per superare tutti i problemi che insorgono, vuoi per il piano regolatore, vuoi per una strada necessaria al trasporto... L'iter è già complicato da almeno due problematiche: dove fare l'impianto per produrre la famosa yellow cake e dove fare la discarica di materiali che avanzano dalla lavorazione e che contengono scorie pericolose».
Rosella del Castello
Ultima modifica di cllocate il sabato 21 ottobre 2006, 9:47, modificato 1 volta in totale.
cllocate
 

Messaggiodi cllocate » sabato 21 ottobre 2006, 9:33

da L'Eco di Bergamo di oggi:


Il Pirellone su Novazza «Chiesto il dietrofront»
Uranio: l'assessore Pagnoncelli ha incontrato i dirigenti Metex Affollata assemblea a Valgoglio. Arpa e Asl: troppi rischi


VALGOGLIO «Ho incontrato i dirigenti della Metex e ho chiesto loro di ritirare la domanda». Con queste parole pronunciate proprio in chiusura della partecipatissima tavola rotonda promossa dai consiglieri provinciali di Forza Italia per discutere, tecnicamente e non solo, della richiesta dell'australiana Metex di effettuare una ricerca circa la presenza di uranio a Novazza, l'assessore regionale all'Ambiente Marco Pagnoncelli si è aggiudicato l'applauso più caloroso di una platea per altro già positivamente impressionata dagli interventi dei protagonisti della serata. Una serata che, prima delle parole di Pagnoncelli, si stava concludendo con la consegna all'assessore di 2.500 firme raccolte in queste settimane dal Comitato contro l'uranio.
Una serata, quella di ieri nella pale stra comunale di Valgoglio, decisamente «no» per la Metex, se perfino il presidente lombardo di un'agenzia tecnica come l'Arpa, Carlo Maria Marino, ha chiosato il proprio intervento con un «teniamoci le nostre belle vallate». Una frase tutt'altro che tecnica che comunque ben si inseriva nei discorsi dei partecipanti al dibattito. Discorsi incentrati sui rischi dell'attivazione della miniera di Novazza.
Rischi evidenziati in particolare dal direttore generale dell'Asl di Bergamo, Silvio Rocchi, che ha ricordato come nell'alta Valle Seriana la presenza di radon (gas che provoca tumore ai polmoni e che è emanazione dell'uranio) sia molto diffusa: l'ha dimostrato una ricerca degli anni Novanta effettuata soprattutto nelle scuole. Di più, la presenza di tumori in alta Valle è sopra la media bergamasca e, ha sottolineato Rocchi, la media bergamasca è ben al di sopra di quella lombarda.
Rischi, dunque. Rischi elevati per chi eventualmente dovesse lavorare nella miniera. Rischi per l'ambiente e l'ecosistema, in questa valle già fragile dal punto di vista idrico e geologico, ha spiegato l'assessore provinciale all'Ambiente Alessandra Salvi. Rischi per lo sviluppo turistico della zona, che già dalle prime avvisaglie di una possibile apertura della miniera (avviata trent'anni orsono dall'Agip e poi chiusa senza mai entrare di fatto in attività) ha dato i segnali di timori con disdette delle seconde case.
È preoccupato il sindaco Augusto Bonardo, che si è immediatamente mosso insieme al suo Consiglio comunale per dire un secco e chiaro no all'uranio di Novazza: «Una decisione rapida ma non frettolosa, perché sulla salute della gente non si tratta». È stato questo il leit motiv della serata, coordinata dal consigliere provinciale Giuseppe Pirovano, a cui hanno partecipato tantissimi sindaci, tra cui Valerio Carrara, che è primo cittadino di Oltre il Colle e anche senatore (Forza Italia), consiglieri regionali come Pietro Macconi (An) e Marcello Saponaro (Verdi), esponenti di Legambiente come Paolo Locatelli e Andrea Poggio, l'ex parlamentare Giancarlo Salvoldi. La preoccupazione di tutti è legata alla possibilità di concessione di un via libera, seppure alla sola ricerca. Ricerca che in ogni caso, ha ribadito Rocchi, non è esente da pericoli. Quindi, ha chiesto per tutti don Osvaldo Belotti, parroco di Boario di Gromo: «Non aprite quella porta». Tra il pubblico un paio di interventi, a dire il vero, sono andati nella direzione contraria (tra fischi e buh). Giovanni Re, di Premolo, ha per esempio invitato a non frenare la ricerca.
Rischi a parte, come stanno le cose? Tecnicamente lo ha spiegato il direttore del settore Ambiente al Pirellone, Franco Picco: «La Regione studia ed eventualmente chiede approfondimenti alla Metex circa la richiesta, quindi coinvolge gli enti locali che a loro volta espongono al pubblico, per eventuali osservazioni, la richiesta. Poi una conferenza di servizi decide quale risposta dare. Il tutto entro 180 giorni dall'avvio della pratica, cioè entro 180 giorni dall'11 settembre».
Ma l'assessore Pagnoncelli ha ristretto i tempi, assicurando che saranno almeno dimezzati, anche se sembra probabile che già entro la prossima settimana la vicenda potrà essere conclusa, con il ritiro della richiesta della società Metex, senza nemmeno il bisogno da parte del Pirellone di dare una risposta. La palla ora ripassa agli australiani.Rosella del Castello
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Messaggiodi fantasia » domenica 22 ottobre 2006, 18:56

c'era veramente tanta gente l'altra sera a valgoglio, a dimostrazione di quanto la cosa stia a cuore. c'erano anche proprietari di seconde case, giunti apposta per la riunione.
personalmente, non ero mai arrivata fino alla miniera: devo dire che è proprio in una bella zona, una zona che merita di essere vissuta in modo diverso.
tra i tanti interventi, mi è piaciuto quello di un abitante di novazza, frazione di 150 abitanti, senza negozi o bar che ribadiva la loro voglia di voler vivere in valle al di là di tutte le scomodità che la cosa comporta, ma di volerci VIVERE.
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Messaggiodi cllocate » martedì 24 ottobre 2006, 20:18

Questa dovrebbe essere la fine della storia.

da L'Eco di Bergamo on-line

Valgoglio: la Regione dice no alla Metex

La Regione Lombardia boccia la richiesta di ricerca sull'uranio in Val Seriana avanzata dalla Metex all'inizio di settembre. La decisione è stata presa dall'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Marco Pagnoncelli, che ha già dato mandato al suo direttore generale di esprimere parere negativo sulla base della relazione dell'Arpa e a seguito degli incontri avuti con gli enti locali e con gli abitanti di Valgoglio.

Vogliamo chiudere - spiega Pagnoncelli - una volta per tutte, la questione. La scorsa settimana abbiamo avuto un incontro con i rappresentanti della Metex, ai quali avevo chiesto di ritirare la loro richiesta. Non avendo avuto un riscontro positivo, abbiamo deciso di procedere senza indugio.

L'assessore Pagnoncelli venerdì scorso si era confrontato con la cittadinanza di Valgoglio (Comune di cui è frazione Novazza, dove è localizzata la vecchia miniera) in un incontro al quale erano presenti anche l'assessore all'Ambiente della Provincia di Bergamo, Alessandra Salvi, il sindaco di Valgoglio, Augusto Bonardo, il presidente dell'Arpa Lombardia, Carlo Maria Marino, e il direttore dell'Asl di Bergamo Silvio Rocchi.

In quell'occasione Pagnoncelli aveva annunciato di avere chiesto alla società australiana di tornare sui suoi passi e di essere in attesa della risposta del Consiglio di amministrazione della Metex. Oggi la svolta definitiva. Il parere negativo è valido anche per una eventuale nuova istanza di ricerca operativa o di concessione mineraria all'interno dell'area interessata.
(24/10/2006)
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Messaggiodi fantasia » mercoledì 25 ottobre 2006, 20:38

hip, hip, hip, urrà a_14 a_14 a_14 a_14
che dire: una storia finita, si spera, bene.
complimenti a tutti quelli che ci hanno creduto e continuano a crederci, in primis alla gente di novazza e valgoglio che si sono dimostrati la migliore garanzia per l'integrità del loro territorio.
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Messaggiodi cllocate » lunedì 20 novembre 2006, 14:28

Cara fantasia pensavi di poter star tranquilla ???
Per una storia finita se ne apre un altra, non merita neanche un commento dopo gli alpeggiatori extracomunitari avremo i minatori extracomunitari , visto che faccio fatica a pensare che sia il lavoro più ambito dai nostri figli.

Da L'Eco di Bergamo di oggi.

Val del Riso Miniere riaperte? Primi «no»

VAL DEL RISO Arrivano i primi «no» all'ipotesi, peraltro ancora solo ventilata, di riaprire le miniere della Val del Riso. «Onde evitare di creare inutili polemiche, chiediamo che vengano presentati pubblicamente, al più presto possibile, i progetti di coloro che sono intenzionati ad avviare l'attività estrattiva»: è la richiesta di Paolo Locatelli del coordinamento provinciale di Legambiente dopo aver visto che l'ipotesi di estrazione, avanzata in modo ancora del tutto informale dalla società australiana Metex, è stata accolta da qualcuno con un certo interesse. «Non vorremmo – prosegue Locatelli – che si comincino a creare fazioni per il pro o per il contro senza che nemmeno si sappia di cosa si parla».
Secondo Legambiente è necessario da una parte aprire subito un tavolo di confronto con quanti hanno interessi economici diretti e mire produttive in questa valle e dall'altra coinvolgere direttamente gli abitanti con una presentazione pubblica dei progetti in questione.
L'attività estrattiva è cessata anni fa, prosegue il coordinatore Locatelli, quando anche in queste aree si è cominciato a godere di un certo benessere economico che ha portato anche alternative occupazionali più dignitose. Ora la situazione sta cambiando in peggio e anche qui si respira aria di peggioramento. «Quali risposte si vogliono dare alla crisi occupazionale che sta investendo questi territori? La riapertura delle miniere è davvero necessaria? Quanti posti di lavoro si intendono creare? Quanti saranno i camion in più sulle strade? Domande che esigono risposte certe e immediate». Legambiente ritiene quindi importante che si cominci a pensare alla montagna come sistema da salvaguardare e tutelare e allo stesso tempo come fonte reddito e di opportunità occupazionali basate sulla produzione tipica, l'accoglienza diffusa, la valorizzazione delle risorse del territorio.
Anche il presidente dell'Ordine dei geologi della Lombardia Daniele Ravagnani (per una dozzina d'anni responsabile delle ricerche di uranio nella miniera di Novazza per conto dell'Agip), interviene, a muso duro sulla eventualità di riaprire le miniere di Gorno e Oneta: «Sappiamo che spesso le ricerche minerarie sono finanziate dallo Stato e che, se hanno esito negativo, questi soldi sono a fondo perduto! Economia di sussistenza e/o di rapina? Questo si è già fatto in molte occasioni nei decenni scorsi, ad esempio in Valle Seriana e in Val di Scalve. In tal modo si dà spazio a personaggi che definirei "avvoltoi minerari" che ingrassano col business del "recupero" e delle "ricerche" fasulle». Il geologo ricorda poi che nel sottosuolo della Val del Riso e del massiccio calcareo Arera-Monte Secco, dove si potrebbero estendere le escavazioni, c'è una grossa riserva d'acqua potabile, la più preziosa della Bergamasca: «Ce la sentiamo di metterla a rischio?». Ravagnani se la prende anche con «la gente che in Val del Riso riteneva inquinanti le miniere e le discariche fino all'altro giorno: come mai adesso andrebbe tutto bene?».
Intanto dalla Metex, il consulente Marcello de Angelis che aveva lanciato l'ipotesi spiega che «ancora stiamo valutando i dati per eventualmente richiedere un permesso di esplorazione, compatibilmente con le richieste societarie della Metex».
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