di cllocate il Mer 13 Dic, 2006 9:38 am
Da L'eco di Bergamo di oggi:
La miniera di Novazza non riaprirà: archiviata la richiesta della Metex
a MetexNOVAZZA «Sono soddisfatto, finalmente possiamo dirlo ufficialmente. La richiesta della Metex è stata archiviata». L'assessore regionale alla Qualità dell'ambiente Marco Pagnoncelli mette la parola fine sulla vicenda dell'uranio di Novazza che lo scorso ottobre aveva fatto accendere i riflettori sul piccolo paese della Bergamasca. «Siamo riusciti a concludere in tempi brevi e, soprattutto, tenendo conto delle richieste del territorio - ha commentato l'assessore -. Non solo: nel decreto firmato il 5 dicembre scorso abbiamo specificato che ulteriori istanze di permesso di ricerca o di concessione mineraria dell'uranio riceveranno il parere negativo della Regione Lombardia. Le porte della miniera, insomma, resteranno chiuse».
Il capitolo uranio si era aperto nella prima metà di settembre quando in Regione Lombardia era arrivata la richiesta della società australiana Metex di poter effettuare ricerche sulle riserve di uranio nel paese dell'alta Val Seriana. Immediata era stata la reazione degli enti locali, innanzitutto del Comune, contrari alla prospettiva di riaprire la miniera. Ascoltati Comune e Provincia in un incontro in Regione e dopo aver partecipato a un'assemblea pubblica a Valgoglio, l'assessore Pagnoncelli aveva annunciato l'intenzione di dire no alla richiesta degli australiani. Avviate le procedure per l'archiviazione della pratica, il 5 dicembre scorso è arrivata la firma del decreto che chiude, questa volta definitivamente, la vicenda.
La notizia ha cominciato a circolare nella zona di Valgoglio e nell'intera vallata. Soddisfatta la gente, mentre esulta il mondo ambientalista. «Noi abbiamo continuato a raccogliere firme anche dopo le dichiarazioni tranquillizzanti dell'assessore regionale - commenta Paolo Locatelli del coordinamento provinciale di Legambiente -. Siamo arrivati a quota 7.000. Volevamo chiudere formalmente e definitivamente questa storia e finalmente ce l'abbiamo fatta».
La definitiva «vittoria» avviene in un momento propizio per il comitato «no uranio» che ha organizzato le iniziative di protesta. «Capita a pennello direi - prosegue Locatelli -. Per domenica 17, infatti insieme al comitato abbiamo organizzato una festa a Fino del Monte a base di ingredienti su cui si dovrebbe puntare per qualificare lo sviluppo locale: fonti di energia rinnovabile, prodotti locali tipici, artigianato, natura, musica e aggregazione. Chiudiamo così la fase di protesta e apriamo la fase propositiva». All'insegna di un nuovo slogan: non più «no all'uranio», ma «we love Valseriana». Oppure: «an te ol be Valseriana».
Alla festa, che prenderà le mosse alle 10 del mattino, sono stati invitati i sindaci dell'alta Valseriana, il presidente della Provincia Valerio Bettoni, l'assessore Alessandra Salvi, insieme all'assessore regionale Pagnoncelli.
Certo un festa non può bastare: «Bisogna cominciare a preoccuparsi seriamente del futuro della valle, delle sue imprese, del turismo e del suo sviluppo sostenibile - interviene il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro -. Regione, Provincia ed enti locali si uniscano per fare della Valle un laboratorio di fonti energetiche alternative, coinvolgendo le molte imprese del territorio, adoperandosi per incrementare e migliorare la competitività del tessuto industriale già presente e sostenendo il turismo per tutto l'anno».
R. d. C.