OFC missione impossibile.. in MTB sull'Arco del Pegherolo

Tutte le iniziative svolte dall'Orobie Fans Club con gallery fotografiche e reportage...

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OFC missione impossibile.. in MTB sull'Arco del Pegherolo

Messaggiodi IW2LBR » sabato 15 settembre 2007, 21:37

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Orobie F@ns Club all'Arco del Pegherolo con MTB

E' stata veramente dura.. ma i 5 intrepidi dell'OFC: cllocate, bepi, gogis, andrea.brembilla e valanga ce l'hanno fatta. Una sfida al limite dell'impossibile.. circa tre ore di buon cammino tra ripidissimi boschi e ghiaioni, ma la missione è compiuta. La gloriosa MTB (detta il cammello) e' stata portata ai piedi dell'Arco, grazie soprattutto alla forza e ostinazione del bepi e andrea.brembilla. Ma che spettacolo.. arrivare ai piedi del mastodontico arco roccioso.. dura ma spettacolare giornata che rimarrà nei nostri ricordi..... si nei ricordi.. perche' su una cosa siamo tutti concordi... non si ripetera' piu'.. hehe

Presentiamo alcune fotografie della "Spedizione all'Arco del Pegherolo con MTB"


(cliccare sulle immmagini per visualizzarle a 1000x750 pixel)

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- foto 1: cllocate ai Prati di Pegherolo (1300 m)
- foto 2: cllocate e andrea.brembilla aiutati dal bepi (con la cinghia) trascinano "il cammello" sul ripido pendio



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- foto 3: andrea.brembilla in pieno sforzo fisico


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- foto 7: andrea.brembilla osserva la piccola lapide in memoria del fotografo Gianpietro Piazzalunga, tragicamente deceduto nel 2000.
- foto 8: ... la valle che porta alla vetta del Pegherolo



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- foto 9: la grotta dove si rifugio' il Pianetti dopo la strage di Camerata Cornello e San Giovanni Bianco
- foto 10: ... il ritorno alle baite basse Prati di Pegherolo


Il racconto di andrea.brembilla sulla "spedizione all'Arco del Pegherolo"
Ultima modifica di IW2LBR il lunedì 17 settembre 2007, 9:19, modificato 11 volte in totale.
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Messaggiodi slayer » sabato 15 settembre 2007, 23:30

Onore ai 5 temerari... a_21
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Missione Arco del Pegherolo

Messaggiodi strega » domenica 16 settembre 2007, 8:58

voi uomini... proprio non vi capisco!!! tanta fatica per portare su una bici!!
Ma se vi foste portati a spalle una delle sirene delle Orobie non sarebbe stato più piacevole? Oltretutto, forse sarebbe stata più leggera!! e avrebbe fatto qualche tratto con le sue gambe!!

bah, il testosterone, grande mistero!
Cucina, piatti, vino e poi... dieta! :-(
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Arco del Pegherolo

Messaggiodi cllocate » domenica 16 settembre 2007, 15:58

Ho aspettato volutamente qualche ora prima di scrivere queste note in modo di metabolizzare al meglio il tutto , visto che la giornata di ieri è di quelle, che per vari motivi, si ricorda a lungo.

A fine giornata infatti, un breve sondaggio tra i partecipanti, colloca tra gli 8 e i 10 anni il periodo utile per dimenticare le fatiche e riprendere in considerazione una ripetizione dell’esperienza.

A parte questa considerazione, è utile spiegare l’antefatto;
qualche tempo fa attratto dalle foto dell’Arco di Pegherolo reperite su Valbrembanaweb, mi è venuta l’idea di raggiungere il sito in MTB, per ricavare qualche bella foto.

Ne parlo con alcuni membri dell’ Orobie Fans Club e scopro un grande interesse per l’idea; va ricordato che l’Arco, entra di diritto fra i simboli della Valle subito dopo lo sky line del Pizzo del Diavolo.

La cosa accende la discussione sul forum di Valbrembanaweb, con disquisizioni di carattere etico-filosofico. Sordi ai richiami , procediamo nell’ organizzazione della gita.
Si decide di fare un uscita di trekking all’Arco, per prendere visione del percorso e vedere se l’idea è realizzabile, o se invece conviene tornare a più miti consigli e lasciare perdere!

Alla fine siamo in cinque a partecipare a quest’ uscita: cllocate (io) , IW2LBR ( Gino) , ol gogis , bepi, ed andrea.brembilla .

Venerdi sera l’ultimo giro di telefonate per sistemare la logistica, e qui scopro che qualcuno pensa già che io mi presenti con il mitico cammello (nome appioppato dagli appassionati biker alla mitica Nomad della Santa Cruz che probabilmente non pensava, quando ha attraversato l’Oceano, che anche in terra Italica il numero dei fuori di senno fosse così alto) comunque, dietro accorate pressioni, cedo alle insistenze e me lo porto appresso.

La mattina carico la bike e, dal mio garage che assomiglia più ad un negozio di articoli sportivi che ad un luogo per stivare mezzi, tolgo dallo scaffale qualche anello di fettuccia un paio di rinvii (purtroppo o per fortuna, rinuncio a una corda di 45 m. e a un paio di maniglie che avrebbero potuto anche dare un altro aspetto al reportage).

All’appuntamento in San Giovanni Bianco, i compagni di avventura arrivano tutti puntuali, l’entusiasmo è alto, ma comincio ad accarezzare qualche perplessità.
Comunque tutto è preparato a dovere, ed i compiti per la riuscita sono stati ben suddivisi, perciò ci sono : un biker , una guida , due sherpa , e un foto-reporter.

Per scelta tratteremo il meno possibile l’itinerario cartografico in modo da non indurre ripetizioni, che non siano più che coscienti sulla difficoltà della realizzazione.

Quindi si parte; dopo 100 m. lineari di pedalata ci infiliamo in un canale verticale privo di sentiero che risaliamo per 300 m. circa di dislivello che ci tiene impegnati per circa un ora; qui compaiono le fettucce, che ci aiutano a trascinare la bike verso il cielo.
Comincio a dubitare sulla riuscita, ed a lanciare qualche “piccola” invettiva nei confronti del tracciato e non solo, su quella che a detta di qualcuno, deve essere la parte semplice dell’itinerario quella definita “facile passeggiata”.

Arriviamo ai prati di Pegherolo che sono già sul distrutto andante, ma la bellezza del luogo e una breve pausa rifocillatrice, fa recuperare forza e morale a tutti.
Si riparte attraversando i prati e infilandosi nel bosco, continuando sul sentiero (poco più di una traccia) mai ripido in questo tratto , che si addentra in una valle profonda ed in alcuni tratti passa sotto alcune pareti rocciose.
Ad un certo punto, dopo esserci inoltrati in profondità nella valle, il sentiero comincia a salire molto ripidamente; lo sforzo per portarsi appresso la bike è decisamente impegnativo, ed il merito per averla fatta arrivare all’Arco, va riconosciuto per intero ad andre.brembilla e bepi, che si sono superati nello sforzo compiuto.

Quando l’Arco fa capolino tra gli alberi ridando morale alla spedizione, ci si rende conto che il peggio deve ancora venire, infatti il tratto finale del tracciato non è più né un sentiero né una traccia, ma un ghiaione in parte colonizzato da magre erbe che rendono ancora più insicuro e difficile l’avanzare.
Un ora di pura fatica anche senza bike, figuriamoci per chi si trascina appresso un cammello di 15 kg.

Nota a margine per chi volesse avventarsi verso l’Arco; la pericolosità del luogo, sta anche nella possibile caduta di sassi provocata dai compagni di gita, perciò è importante viaggiare raccolti e vicini in modo di ridurre al minimo il rischio di essere colpiti dalla caduta di sassi.

Ci si trova in equilibrio precario, in un luogo di una bellezza selvaggia quasi unica (si trova più gente in Val Parina che viene indicata come selvaggia per antonomasia); nessun rumore entra in questa valle, solo le nostre voci ed il rumore dei sassi smossi.
Il pensiero va a Giampietro Piazzalunga, che il 23-09- 2000 inerpicatosi sin qui per realizzare delle belle fotografie, pochi attimi prima di trovare la morte aveva potuto gioire di fronte a tanta bellezza. Lo ricorda una lapide.

Il nostro calvario ha termine ai piedi dell’Arco, tutti gli aggettivi di bellezza e imponenza qui possono essere spesi a ragion veduta.
Dopo aver rifiatato procediamo alla realizzazione delle fotografie che ci eravamo ripromessi di scattare; non si aggiunge niente all’Arco è l’Arco che completa noi .
L’Arco, così imponente e incombente mette parecchia soggezione; il tempo di qualche brevissimo passaggio per effettuare un po’ di scatti, visto che il terreno non è di quelli che concede il minimo errore, ed in breve ci troviamo su piccolo colletto a consumare il nostro pranzo in compagnia dei camosci che pascolano in lontananza.

L’entusiasmo è alto, ci inebriamo delle bellezze della zona, con maggiore vigore dopo aver aggirato l’Arco e trovando le Torcole incorniciate, da questa cornice di roccia .

Il resto è storia di una difficile discesa riguardo al primo tratto e di una bellissima discesa tecnica nella seconda parte; merito naturalmente di chi ha portato la bike in salita!
Un grazie ai compagni di gita per aver coniugato ancora una volta la passione e lo spirito dell’Orobie Fans Club nella scoperta e diffusione degli angoli più belli della nostra Valle, in questo caso anche in ambito MTB.

Grazie Claudio a_18
cllocate
 

Missione Arco del Pegherolo

Messaggiodi fantasia » domenica 16 settembre 2007, 18:06

se le bici potessero parlare......................................
potrebbero ribadire di essere state inventate per la pianura.
complimenti, sicuramente è una di quelle imprese che si ricorderanno:
già mi vedo tra vent'anni biascicare ai nipotini:
c'era una volta, una bicicletta che voleva vivere tranquilla e invece......
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Messaggiodi IW2LBR » domenica 16 settembre 2007, 18:26

fantasia ha scritto:se le bici potessero parlare...

quella non e' una bici.... è un "cammello"... a_39 a_34
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Missione Arco del Pegherolo

Messaggiodi IW2LBR » lunedì 17 settembre 2007, 7:39

Hasta luego en Valle Brembana

La notizia della conquista dell'Arco a dorso di cammello è girata immediatamente ai 4 angoli del mondo...
dove una nostra girl con bashir.. sono volati a Madrid come inviati speciali dell'Orobie F@ns Club...

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le ragazze impazziscono per i nostri eroi


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un plauso ed un brindisi da Madrid a tutta la Valle Brembana
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Messaggiodi IW2LBR » lunedì 17 settembre 2007, 9:24

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... una finestra sulle Torcole...
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Messaggiodi bepi » lunedì 17 settembre 2007, 14:18

Carissimi soci dell'OFC, quella di sabato è stata un'impresa incredibile. Non tanto per la tecnicità del tragitto (che noi abbiamo pure contribuito ad aumentare grazie al cammello al seguito), quanto per l'affiatamento del gruppo.

Ognuno ci metteva del suo..
Chi indicava un sentiero sbagliato, chi diceva "manca ancora tantissimo, e l'ultimo pezzo è peggio", chi finiva l'acqua di tutte le borracce... a_19

Insomma, un gruppo affiatato! ma arrivati in cima la gioia nella vista è stata impagabile.

Grazie a tutti.
Sicuramente serviranno anni e anni per convincermi (ma lo stesso vale per tutti gli altri) a rifare la gita..

Bepi
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