Sci-alpinistica Orobie, da Ornica a Carona di Valtellina

Itinerari e discese di sci-alpinismo invernale ed estivo
Valle Brembana - Alpi Orobie Bergamasche

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Sci-alpinistica Orobie, da Ornica a Carona di Valtellina

Messaggiodi IW2LBR » lunedì 26 marzo 2018, 17:53

Lunedi' 26 Marzo 2018 - MEZZOLDO - Alta Valle Brembana - Alpi Orobie Bergamasche - Alberghi, ristoranti appartamenti a Mezzoldo

Traversata dell'Amicizia
Sci-alpinistica delle Alpi Orobie, da Ornica a Carona di Valtellina

Un idea di Alessandro Gherardi (Geko), 45 anni di Zogno, che ripercorre l'attraversata in scialpinista delle Alpi Orobie come fece suo papa' nel 1974, l'Istruttore Nazionale di Sci Alpinismo Angelo Gherardi in compagnia del francese ]ean Paul Zuanoll, partendo da Ornica e arrivando dopo una settimana a Carona di Valtellina. Geko e Simone Moro sono partiti domenica 25 Marzo da Ornica.

In video le riprese di questa mattina (26-03-2018) alla partenza da San Marco e il passaggio sulla Bocchetta di Budria.



Video: https://youtu.be/liLvr3beNLQ




Il percorso dell'attraversata delle Orobie fatto da Angelo Gherardi e ]ean Paul Zuanoll nel 1974

Si parte il giorno 14 di aprile 1974, domenica di Pasqua. Si sale, lasciando alle spalle prima il lago di Sasso (quota 1922), il Pizzo Tre Signori (2554), che costituisce la prima vetta. Giù, quindi, alla volta della Bocchetta d'Inferno (2036) e ancora su e giù, dalla Bocchetta di Paradiso (2400) al lago Rotondo (2256), alla Bocca di Trona (2224), alla Baita di Mezzaluna (2000), al Passo di Salmurano (2017), alle Foppe di Pescegallo (1860), dove si esaurisce la fatica della prima giornata, con pernottamento nell'albergo del posto. Un tempo-record, questa prima tappa: sette ore e dieci minuti scarsi.

Il lunedì dell'Angelo risalgono verso il Passo di Salmurano, per quindi penetrare nella Valle di Valletto e di qui verso la Bocchetta sud di Monte Valletto (2280), Monte Ponteranica occidentale (2372), che è la seconda vetta salita; scendono quindi verso i laghi di Ponteranica (2105), Ca' San Marco (1830), dove era prevista la sosta, che si elimina per recuperare un po' di po e accorciare la marcia del giorno dopo. Dal Passo San Marco (2000) al Vallone d'Orta, alla Baita di Piani d'Orra. Pernottamento in baita a quota 1856. Tempo impiegato, nemmenno cinque ore: una velocità d'eccezione.

Il terzo giorno riprendono il cammino dal Passo di Pedena (2234) per affrontare successivamente la Bocchetta di M. Tartano (2202), la Bocchetta di Piedi valle (2220), il Passo di Lemma (2137), la Cima di Lemma (2348), il Passo di Tartano (2105), i Laghi di Porcile (2005), la Bocchetta di Valle dei Lupi (2316), la Baita della Croce (1939) nei pressi del Passo di Dordona. È scesa la notte. Il freddo è pungente. Si registra una punta di meno otto all'interno.

Si riparte il quarto giorno muovendo dal Passo di Dordona (2060) per poi superare la Cresta Ovest di Monte Toro (2400), il M. Toro, altra cima (2521), la Bocchetta Nord di Monte Toro (2420), Val Cervia, la Bocchetta Nord di Corno Stella (2349), i Laghi di Publino (2111), il Passo dello Scoltador (2454). Superata la Cima dello Scoltador (2573), scendono fino al lago di Venina (1824), dove sono ospiti graditissimi dei custodi del lago.

Il giorno seguente, nuovamente all'assalto partendo dal lago di Venina, per affrontare prima il passo di Cima Brandà (2430), e quindi ripiegare sulla Baita Cigola (1874). Qui i due alpinisti si caricano i viveri, preparati dagli stessi in precedenza. «Attaccano » la Val d'Ambria, il Passo del Forcellino (2245), la Valle di Vedello; puntano sul lago di Scais (1450), dove si incontrano con il custode, lo stesso di tre anni fa che li rassicura: da allora più nessuno era sceso da quelle parti e, come segno di festosa accoglienza prepara ai due abbondante caffè e un piatto di maccheroni. Un po' di tregua prima di procedere verso il Rifugio Mambretti, ora rimesso a nuovo; ma lo trovano chiuso. Se vogliono le chiavi, dovranno andare a Sondrio. Cosi optano per la Baita di Scotes (1920). È scesa la quinta notte.

L'alba del sesto giorno li trova in cammino verso la Vedretta di Porola. Di qui salgono alla Bocchetta settentrionale di Parola (2880), dove incontrano condizioni di innevamento eccezionali che creano una sorta di cresta affilattissima come una lama; ghiacciata per giunta. Impossibile raggiungere la vetta. Toccano invece l'anticima (quota 2950) che costituisce il tetto dell'intera traversata. Basti pensare che la Vetta maggiore delle Orobie, il Pizzo Coca, è a quota 3050. Di qui scendono alla Vedretta del Lupo (un passaggio alpinistico nel vero senso della parola), al Passo di Coca (2649), allago di Coca (2109) e infine al Rifugio Coca (1891). Pernottano nell'invernale del Rifugio.

L'ultimo giorno riprendono dal Rifugio Coca, salendo fino alla Bocchetta del Camoscio (2727), per poi planare al Lago di Valmorta (2147), al lago del Barbellino (Rifugio Curò, 1895). Sostano fuori dal rifugio, e proseguono per il lago naturale del Barbellino (2128); si inerpicano lungo il passo di Caronella (2610), per discendere finalmente a Malga di Caronella (1854) e a Carona di Valtellina (1140). La neve è sparita e a Ponte di Ganda arrivano al bivio deUa strada che porta al Passo dell'Aprica. Gli sci sono ormai in spalla. La traversata si conclude felicemente, a tempo di record. Molti i commenti che si presterebbero per sottolineare questa impresa. Ma le parole in più sciuperebbero un incanto che il duo Gherardi Zuanon ha conservato con un getto di appunti consegnati alle pagine del diario. Da citare almeno un commento del francese che non è un novizio e che ha « firmato» spedizioni di prestigio: questa si è rivelata come una tra le più impegnative da lui affrontate.

Mi si porge l'occasione di raccontare su queste pagine le mie impressioni sulla traversata sci-alpinistica delle Alpi Orobie, traversata che ho già compiuto nel 1971 con due amici bergamaschi. Questa volta il mio compagno di « viaggio» è stato il francese Jean Paul Zuanon di Grenoble, ottimo alpinista della « Grenoble Université Montagne », capo spedizione alle Ande del Perù nel 1971; nel Sat-Dag nel 1973; nel Pamir nel 1974. Ho conosciuto Jean Paul nel 1966 all'Adamello e tra di noi è nato uno stretto legame di amicizia che ha permesso di incontrarci molte volte negli anni seguenti su itinerari sci-alpinistici delle Alpi. Jean Paul si è sempre interessato molto delle Orobie (queste nostre belle Orobie che noi bergamaschi forse conosciamo troppo poco) da quando è salito al Pizzo dei Tre Signori nel 1969, chiedendomi delle mie gite e sulla possibilità di percorrere nuovi itinerari; quando ha saputo clelIa mia travresata compiuta nel 1971 mi esprime il desiderio di percorrere questo itinerario in mia compagnia e di altri amici. Questa proposta mi sorprende) pensando che un francese che abita a Grenoble, con il gruppo del Delfinato fuori dalla porta di casa e molti altri begli itinerari sciaJpinistici a poca distanza, voglia attraversare le Orobie con gli sci; difatti al suo rientro dalla spedizione in Turchia nell'estate del 1973, Jean Paul mi fa visita a Zogno e in quest'occasione mi conferma la sua seria intenzione di voler compiere la traversata delle Orobie nella primavera del 1974. - Questo era l'inizio della narrazione della « traversata dell'amicizia» che Angelo Cherardi ha compiuto COli ]ean Paul Zuanoll, del Club Alpino Frallcese, dal 14 al 20 aprile 1974 sulle Orobie, traversata sci-alpinistica di grande impegno tecnico e che i due avevano studiato e preparato con profonda competenza. Purtroppo l'improvvisa morte che ha colto Angelo Cherardi sui pendii del Corno Stella il 29 dicembre prima che la narrazione venisse terminata e quindi prima che Angelo Gherardi, con tutto il suo entusiasmo e la sua gioia di vivere, ci trasmettesse quali erano state le sue impressioni, le sue fatiche, le sue sensazioni avute durante questa traversata sciistica, sicuramente una delle più. grandi imprese complete di sci-alpinismo realizzate sulle Orobie, ci ha privato di un piacere e di una gioia che tutti desideravamo, quello cioè di sentire, attraverso i suoi sentimenti e le sue capacità rievocative, quali erano stati i momenti più intensi e di maggior soddisfazione, oltre alle varie considerazioni di carattere strettamente goduti nel corso della traversata. probabilmente queste righe furono le ultime testimonianze terrene di una manifestazione e di un modo di vivere congeniale ad Angelo Cherardi, la cui scelta gli ha sicuramente dato quelle gioie alle attraverso il contatto la montagna invernale e solitaria, anelava il suo nobile carattere, sempre teso ad alti ideali; pubblical1dole siamo sicuri di adempiere ad un dovere morale, cnello di ricordare la sua cara figura a tutti coloro che lo conobbero e che ne appreziarollo falto contenuto umano e spirituale. A questo scritto facciamo seguito con il riassunto e con le caratteristiche tecniche di questa traversata tolte da 11/1 articolo di Raffaele Salvi pubblicato su L'Eco di Bergamo alcuni giorni dopo la felice conclusione delfimpresa e con «alcune considerazioni tecniche e filosofiche» dettata da Jean Paul Zuallon, l'amico che ha voluto accompagnare Angelo Chetardi in questa impresa e chel con queste note, ne conferma la suggestività e il valore. Ricordiamo anche che Jean Paul Zuanoli ha degnamente ricordato l'amico scomparso con una serie di conferenze illustrate da diapositive a colori e tenute su iniziativa della nostra Sezione e delle sottosezioni di Zogno e di Clusone.
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Messaggiodi IW2LBR » lunedì 26 marzo 2018, 18:55

1^ Tappa - Giorno 25 Marzo 2018 - da Ornica al Pizzo Tre Signori vetta, diga di Trona, Bocchetta di Val Pianella, scesi val Salmurano, risaliti Passo Salmurano, continuato in cresta fino al Mut de Sura, scesi Casera di Valletto, saliti al Tri Omegn, scesi ai laghi di Ponteranica, diga di Altamora e risaliti al passo San Marco.

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Vista dal Pizzo Tre Signori

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sul Mut de Sura, , a dx Monte Valletto e a sx il Ponteranica

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Arrivo al Rif. San Marco 2000
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Messaggiodi freedom » martedì 27 marzo 2018, 8:19

In bocca al lupo ragazzi, sono ansioso di vedere il reportage. a_2
fr33d0m ( Canali video: YouTube - Vimeo )
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Messaggiodi andrea.brembilla » martedì 27 marzo 2018, 9:35

Fantastici, un plauso in particolare al Geko che ha sempre bellissime idee a_14 a_14 a_14 a_14
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Messaggiodi Rugetor » martedì 27 marzo 2018, 20:42

Bravissimi!!! ba_45 ba_45 ba_45 Un grande omaggio all'alpinista Angelo Gherardi.

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Angelo Gherardi ed Augusto Ginami alle baite di Corte di Mezzo.
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Messaggiodi MaCa » mercoledì 28 marzo 2018, 8:27

Che meraviglia.... Il sogno per eccellenza! a_14
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Messaggiodi IW2LBR » mercoledì 28 marzo 2018, 18:11

2^ Tappa: Giorno 26 Marzo 2018 - San Marco- Bocchetta di Budria, scesi e risaliti alla Bocchetta di Tartano, scesi in Val di Lemma e risaliti al Lemma, scesi al Passo Tartano, scesi Laghi di Porcile, risaliti Bocchetta dei Lupi, scesi e risaliti fino al Passo Dordona, scesi Quarta Baita e risaliti Montebello e scesi a Foppolo per la notte.



Traversata dell'Amicizia - Orobie con Sci Alpinismo | Simone Moro & Alessandro Gherardi - Marzo 2018, by Miki Oprandi

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Camosci lungo l'itinerario

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Bocchetta di Tartano

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Ai laghetti del porcile

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Messaggiodi andrea.brembilla » giovedì 29 marzo 2018, 16:47

Bravissimi lo stesso!!! a_2 a_2 a_2 a_2
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Messaggiodi IW2LBR » venerdì 30 marzo 2018, 10:47

3^ tappa: Giorno 27 Marzo 2018 - Foppolo, Montebello, traverso al Lago Corno Stella, passo Chierico, scesi sopra laghetti di Caldirolo, bivacco Pedrinelli, Monte Masoni, scesi verso Rif Longo ma traversato alti al passo Venina, scesi loc. Forno, passo Brandà, baita di Cigola.

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La salita dai Laghi del Corno Stella al Passo Chierico

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Alessandro Gherardi impegnato in un ripido passaggio verso la spalla del monte Chierico

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Notte alla Baita Cigola

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