Siamo nel cuore dell'inverno, ma purtroppo le nostre montagne sono ancora in condizioni "tardo autunnali", con pochissima neve, praticamente solo oltre i duemila metri di quota. Viste da lontano, le Orobie appaiono così quanto mai affascinanti e invitanti, soprattutto ai "non sciatori", facendo magari nascere il desiderio di compiere qualche escursione, quasi fossimo in estate.
In realtà, si tratta di un fascino solo apparente: nelle condizioni attuali, compiere escursioni sulle nostre montagne è quanto mai pericoloso e infido, causa proprio lo scarsissimo innevamento.
La poca neve caduta nelle scorse settimane, causa le basse temperature, non ha potuto sciogliersi completamente: soprattutto nei canali, nei valloni, nei versanti orientati a nord, nei sentieri e lungo le mulattiere ombreggiate, quel modesto strato di neve si è praticamente trasformato in ghiaccio, o comunque in neve molto dura, rappresentando un pericolo non indifferente, specie su ripidi pendii erbosi, sentierini poco marcati e roccette. Altrettanto pericolosi i vari torrenti e rigagnoli che, d'estate, allietano le nostre valli, intersecando sentieri e mulattiere: in questo periodo, questi corsi d'acqua si sono trasformati in colate e lastre di ghiaccio, che non di rado ingombrano, anche per decine di metri, le mulattiere, rendendole a volte impercorribili.
Chi non è particolarmente esperto, dovrebbe quindi privilegiare escursioni a bassa quota (non oltre i 1000-1500 metri) e sempre su versanti ben soleggiati e non ripidi. Coloro che invece volessero frequentare l'alta montagna anche in questo periodo, dovrebbero essere ben esperti e adeguatamente equipaggiati, in particolare con piccozza, ramponi e corda, sapendo ovviamente come usarla.
E, purtroppo, ciò che è accaduto oggi insegna:
Tratto da L'Eco di Bergamo online - venerdì 28 dicembre - ore 20.00
Tragedia in montagna: milanese
precipita in un dirupo e muore
Tragedia della montagna a Valbondione, in alta Valle Seriana. Un giovane escursionista milanese di 23 anni è morto dopo essere precipitato per circa cento metri in un dirupo: la tragedia si è consumata intorno alle 15.30 mentre il giovane stava percorrendo il sentiero che porta al rifugio Curò insieme a un amico. All'improvviso, probabilmente a causa del fondo ghiacciato, il 23enne ha perso l'equilibrio ed è scivolato.
A nulla sono serviti i soccorsi dei sanitari dell'elicottero del 118: quando sono arrivati sul posto l'escursionista era già senza vita. Il giovane milanese era in vacanza a Valbondione, dove aveva una casa di villeggiatura: la salma è stata composta nella camera mortuaria del cimitero del paese. Della ricostruzione si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Clusone.
(28/12/2008)






