Molto spesso vicino agli itinerari alpinistici si notano sigle strane, come EF, ED, AF...la maggior parte degli alpinisti sa cosa vogliono dire, tuttavia può capitare che qualche alpinista "occasionale" non sappia cosa significhino queste sigle, e non ci faccia caso.
In realtà questa sigla è forse la più importante, quindi ne diamo qui una descrizione, tratta dal libro di Alessio Pezzotta "2000 bergamaschi", anche se ci sono nomenclature diverse, nel dubbio chiedete:
EF = Escursionismo Facile: salite alla portata di tutti, senza difficoltà oggettive, non necessitano di allenamento o equipaggiamento particolare se non il minimo che il buonsenso suggerisca.
EM = Escursionismo Medio: salite dove occorre prestare un pò più di attenzione, non certo difficili, ma da non sottovalutare; si può trovare qualche breve tratto di arrampicata facile, o qualche tratto innevato o creste un pò esposte; è utile equipaggiarsi adeguatamente e avere un pò di allenamento.
ED = Escursionismo Difficile: è l'ultima frontiera prima dell'alpinismo vero e proprio, si possono trovare passaggi di roccia anche se inferiori al I grado, creste sottili ed esposte, tratti attrezzati o ripidi canali di neve, particolare pericolo di possibili scariche di sassi o slavine. Occorre un serio allenamento, equipaggiamento del caso, e conoscenza della zona, nonché qualche nozione di base di Alpinismo, in quanto possono servire corda, imbracatura o ramponi.
AF = Alpinismo Facile: facile, ma pur sempre alpinismo, dunque solo per chi sappia destreggiarsi con corde (nodi vari), ramponi e i vari attrezzi che il caso richieda, abbia quindi una certa esperienza generale e una certa conoscenza della zona, in quanto si possono trovare passaggi su roccia di I e II grado, magari friabili e/o tratti su nevai o ghiacciai ripidi ed esposti, oppure tratti attrezzati molto aerei, lunghezza del percorso, spesso poco segnato e/o quota piuttosto alta. In queste zone il pericolo di caduta massi o slavine è sempre possibile.
PD = Poco Difficile: non deve trarre in inganno il termine "poco"; anche se sicuramente per chi pratica l'Alpinismo in maniera seria e continuativa una salita PD non è certo una grande impresa, ma per l'Alpinista occasionale, può essere fonti di forti emozioni e anche di qualche rischio oltre il "buon senso" generale, capibile solo attraverso una forte passione per la montagna. Una salita PD dunque è da affrontarsi molto seriamente, allenato ed equipaggiato al meglio e con le dovute nozioni tecniche (padronanza delle tecniche di assicurazione, discesa in corda doppia etc...) . L'arrampicata su roccia va dal II al III grado, a seconda dell'esposizione e/o della friabilità di quest'ultima, tratti su nevaio o ghiacciaio fino a 50° di pendenza, creste esposte e affilate...etc
AD = Abbastanza Difficile: solo ed esclusivamente per alpinisti esperti che abbiano totale padronanza delle tecniche sopra citate, capacità su roccia fino al IV°, salita su ghiaccio almeno sino al 60° di pendenza, nervi saldi ed un forte e costante allenamento. Conoscenza della zona e capacità di orientamento.

